Non mi sarà difficile convincerti del fatto che, in alcuni casi, la caduta dei cappelli possa andare ad influenzare in modo negativo la qualità della vita e l’alopecia androgenetica rientra perfettamente tra queste situazioni.
E’ molto comune, infatti, che chi ha problemi di perdita dei capelli possa andare anche a lamentare una riduzione dell’autostima e della sicurezza in sé stesso. Non so se è il tuo caso ma molte volte chi presenta questa situazione ci pensa a tal punto di voler monitorare la sua situazione allo specchio anche più volte al giorno e si ritrovi a contare i capelli caduti dopo il lavaggio o aver passato il pettine o la spazzola. Inutile dirti che questo può scatenare un grandissimo stress psicologico e come ben sai lo stress non rappresenta di certo un ottimo alleato nel contrastare la caduta dei capelli. È un cane che si morde la coda!!!
Va ricordato che possono concorrere alla caduta dei capelli anche dei trattamenti medici come quello con farmaci come amfetamine, anticoagulanti, antiepilettici, androgeni ed antitiroidei (ovviamente questi sono solamente alcuni esempi).

Come va trattato un paziente che perde i capelli?
Cominciamo con il dire come un paziente che tendenzialmente perde i capelli va trattato. In primo luogo il professionista che se ne occupa studierà l’anamnesi e la metterà a confronto con la valutazione clinica e con gli esami svolti (questi possono essere invasivi oppure non invasivi). C’è da dire che nella maggior parte dei casi alcuni esami non invasivi possono risultare più che sufficienti per andare a valutare la gravità e la possibile evoluzione di questo stato. Tra questi ci sono la dermatoscopia ed il pull test (si tratta di un esame ambulatoriale che si compie passando le dita tra i capelli e tirando in modo piuttosto dolce).
Tricoscopia: cos’è e perché è utile
L’osservazione della zona grazie ad un dermatoscopio (o con un altro strumento che permetta di ingrandire il capo ed illuminare le aree interessate) può fornire dati ulteriori per la diagnosi tanto che il suo utilizzo oggi è considerato di routine.
Il paziente solitamente viene fatto sedere su uno sgabello girevole in modo che l’operatore che si trova in piedi possa usare comodamente la sonda. Prima di procedere all’esame, però, il paziente viene pettinato con la “riga nel mezzo” per cui in caso di capelli molto corti potrebbe essere necessario fissare questi ai lati.
Fatto ciò si possono scattare delle foto che interessino tutta la zona del capo e se si dovesse notare una scriminatura più importante nella parte anteriore, rispetto a quella posteriore, potrebbe rappresentare un primo segno clinico di alopecia androgenetica. Solo successivamente verranno eseguite delle foto con il videodermatoscopio.
In quest’ultimo caso gli ingrandimenti maggiormente usati sono il 50x ed il 70x al fine di andare ad esaminare non solo il cuoio capelluto ma anche tutti i vari capillari del derma.
Le cose principali da osservare sono:
-il cuoio capelluto: la superficie potrebbe essere ricoperta da squame, croste sierose/ematiche o sporco e gli osti follicolari potrebbero non essere visibili (in questo caso si parlerebbe di alopecie cicatriziali) in cui i follicoli risulterebbero essere irrimediabilmente distrutti.
–fusto dei capelli: diametro variabile anche tra aree diverse nello stesso paziente (alopecia androgenetica) o di forma alterata. La lunghezza del capello potrebbe variare in caso questi non crescessero o risultassero particolarmente spezzati o tagliati.
–vasi del derma: si controlla il loro diametro, la loro forma o distribuzione.
Ma come si presentano normalmente i capelli?
Ti ho detto come appaiono i capelli con problematiche ma non quale sarebbe il loro aspetto naturale.
In questo caso i capelli emergerebbero dallo stesso ostio in un numero che va dai 2 ai 4 e si presenterebbero dal diametro omogeneo.
Anche la cute si mostrerebbe rosa chiaro o bianca ed i vasi sanguigni risulterebbero essere invisibili od, eventualmente, con l’aspetto di piccole anse rosse.
Alopecia androgenetica: cause
L’alopecia androgenetica (chiamata AGA o calvizie comune) rappresenta la più comune malattia dei capelli. Colpisce per l’80% i soggetti di sesso maschile (in cui si manifesta attorno ai 18 anni) e per il 50% le donne (in cui può comparire attorno ai 15 anni).
Questo stato deve il suo nome a due cause che danno origine alla sua comparsa:
- la prima è legata agli ormoni androgeni
- la seconda interessa una predisposizione genetica
Per quanto riguarda i livelli di androgeni va fatta una distinzione tra uomo e donna.
Nell’uomo l’alopecia androgenetica, infatti, non è collegata ad un eccesso di questi ormoni ma da una maggiore sensibilità del capello agli androgeni. Nella donna, diversamente, oltre alla maggiore sensibilità ci può essere anche un eccesso dei livelli di questi ormoni.
Ma da cosa può dipendere questa sensibilità? Dall’enzima 5-⍺-reduttasi che ha il ruolo di trasformare il testosterone nel suo derivato più potente, il diidrotestosterone (DHT).
I follicoli che sviluppano le calvizie producono una maggiore quantità di 5-⍺-reduttasi e ,di conseguenza, di DHT. Questi si trovano per lo più a livello dell’attaccatura sulla fronte (soprattutto nell’uomo) e nella parte centrale e superiore della testa. Le altre zone si presentano particolarmente resistenti al punto che è proprio da qui che i chirurghi prelevano i vari follicoli nelle operazioni di trapianto di capelli.
Nelle zone comunemente affette da calvizie i capelli ci sono ma non si vedono in quanto sono diventati semplicemente una sottile peluria corta e chiara. Nella donna è molto raro si possa osservare una calvizie completa, è molto più comune la presenza di un grave diradamento.

Alopecia androgenetica: terapia
La terapia legata all’alopecia androgenetica ha come scopo principale due obiettivi:
- ridurre o bloccare l’azione degli androgeni sul follicolo
- indurre i follicoli in riposo a produrre un nuovo pelo ed a prolungare la fase di crescita dei follicoli già attivi.
Tra le sostanze maggiormente prescritte ed utilizzate per combattere questa tipologia di calvizie ci sono gli inibitori della 5-⍺-reduttasi come ad esempio la finasteride, oppure altre che includono il minoxidil in lozione.
Il minoxidil va applicato in modo regolare quotidianamente e due volte al giorno. È caldamente sconsigliato fare sospensioni, anche se di breve durata in quanto non appena si interrompe il trattamento gli effetti svaniscono e i capelli tenderanno nuovamente a cadere.
L’effetto dei due farmaci sembra essere sinergico anche se al momento non ci sono ancora studi che permettano di stabilire l’entità dell’associazione rispetto al singolo trattamento.
Va ricordato che l’alopecia androgenetica può essere curata ma non guarita per sempre per cui le cure, per risultare efficaci devono essere protratte in modo continuativo nel tempo.
