Stiamo vivendo un’epoca in cui le scoperte tecnologiche sono sempre più accessibili al consumatore finale, questo perché cambiano i metodi di ricerca e soprattutto d’investimento e le lenti a contatto che si prestino bene per la visione notturna fanno parte di questi.

Passando dai comuni occhiali da vista (vedi Eliminare la miopia è possibile? Tutte le tecniche non chirurgiche) fino ad arrivare alla realtà virtuale, la ricerca tecnologica nei secoli si è sempre concentrata sulle potenzialità dei nostri sensi, probabilmente il più importante ossia quello che ci interfaccia a pieno al mondo reale è sicuramente la vista.

Facciamo un passo indietro; le capacità di sopravvivenza di una specie dipende spesso dallo sviluppo di uno o più sensi, basti pensare ai felini che hanno sviluppato un bulbo oculare in grado di percepire le prede anche nell’oscurità, questo grazie ad una maggiore presenza di fotorecettori atti alla visione notturna, parliamo dei bastoncelli che garantiscono una visione scotopica della realtà; l’essere umano ha una distribuzione dei fotorecettori equa tra bastoncelli e coni, questi ultimi eccellenti recettori dei colori e delle profondità di campo, d’altro canto dagli esordi della civiltà moderna si è sempre cercato di emulare le caratteristiche degli animali sensorialmente più sviluppati.

LA TECNOLOGIA ATTUALE

Gli strumenti appositi che si differenziano sostanzialmente in due tipi: gli intensificatori luminosi che amplificano le sorgenti luminose più deboli o la luce zodiacale delle stelle, e i sensori in grado di impressionare le frequenze dello spettro elettromagnetico diverse dalla luce visibile, ad esempio la visione a radiazioni infrarosse che permette di “vedere” gli oggetti con le loro differenze di temperature, questo espediente per esempio viene usato da molti serpenti. Ovviamente, queste tecnologie sono esordite per la prima volta in campo militare, infatti, sino a poco tempo fa era impensabile avere una “termocamera” senza spendere cifre con cinque zeri; ora con qualche migliaia di Euro è possibile comprare questi oggetti anche via internet.

ORGANI BIONICI

Gli impianti epiretinali permettono a un paziente affetto da cecità di recuperare, in parte o del tutto, la vista interfacciandosi con una telecamera a una protesi retinica che digitalmente comunica con il nostro cervello emulando i segnali elettrici dell’occhio umano. Non si esclude la possibilità di modificare le frequenze elettromagnetiche visibili di queste telecamere affinché si possa osservare oltre la luce percepibile. Un grande ostacolo sarebbe l’applicazione pratica, troppo rischioso tentare di aumentare le capacità sensoriali operando e connettendo veri e propri hardware nell’occhio sano di una persona, che non necessita di alcun recupero visivo, inoltre va considerata l’idea che tale protesi sia inamovibile.

LENTI A CONTATTO PER VISIONE NOTTURNA: TECNOLOGIA “INDOSSABILE”

Da dieci anni a questa parte sta entrando nell’immaginario collettivo una tecnologia in mobilità, sempre disponibile, trasportabile, che non sia d’ingombro e che non peggiori l’estetica dei suoi utilizzatori. Immaginatevi quindi un dispositivo grande come un casco da motocicletta indossato per avere una visione notturna degna. A tale proposito, i professori dell’Università del Michigan Zhaohui Zhong e Ted Norris, hanno scoperto un ulteriore utilizzo della famosa fibra del futuro creando una lente a contatto realizzata con il grafene.

IL CARBONIO CHE CATTURA LA LUCE

Il grafene è uno strato monoatomico di carbonio che sta trovando un largo impiego nella nanotecnologia odierna, la sua composizione è estremamente semplice quanto difficile da realizzare in grande scala. Atomi di carbonio allineati su un unico piano rendono il tessuto estremamente resistente, oltre ad essere capace di assorbire la luce infrarossa e condurre l’elettricità, quest’ultima troppo debole perché sia usata come segnale elettrico. L’Ingegnere Zhaohui Zhong e il Professore Ted Norris della University of Michigan hanno trovato un metodo per amplificare questa sorgente elettrica aggiungendo due o più strati di grafene intervallati da uno strato isolante, il quale permette l’interazione indipendente ma simbiotica delle varie superfici di nano fibra. Il segnale elettrico può essere convertito in luce infrarossa che, codificata digitalmente tramite un software installato su di uno smartphone, provveda a rimodulare l’impulso in luce visibile e percepibile attraverso la lente di contatto stessa; proprio come farebbe una videocamera amatoriale quando riprende in modalità notturna. Per approfondire sui visori notturni.

LENTI A CONTATTO PER VISONE NOTTURNA: OSTACOLI E COSTI

Produrre il grafene non è facile tantomeno economico, finora lo strato più esteso che sia stato mai prodotto non superava un centimetro quadro, tutt’ora non si dispongono d’impianti industriali in grado di eseguire operazioni così minute (stiamo parlando di assemblare strutture molecolari). Inoltre, l’impiego di questa tecnologia visiva sarebbe sviluppata principalmente dall’indotto militare (dai un’occhiata al sito sui militari) grazie al suo potenziale, basti pensare a quanto l’industria bellica si sia sempre specializzata nel localizzare un soldato, sistema d’arma o velivolo che sfrutti l’inseparabile vantaggio notturno da secoli utilizzato dagli eserciti. Come fu per Internet, il GPS e i droni, possiamo quasi affermare che la visione notturna attraverso le lenti a contatto potrà sì, essere utilizzata dalla società civile del prossimo futuro ma non prima che si sia totalmente saturato il mercato bellico o che saranno inventati altri modi per nascondersi nell’oscurità.

Jacopo C.

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